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mercoledì 11 ottobre 2017

Sgarbi e Tremonti: inizia il Rinascimento -

Tratto da Affari Italiani.it

Vittorio Sgarbi e Giulio Tremonti lanciano il loro movimento, si chiama Rinascimento e intende "rifondare" l'azione politica con "un partito che abbia riferimenti alti alla cultura italiana", come spiega il critico d'arte e polemista in conferenza stampa al Senato. 
In vista del voto quali alleanze? 
"Se questa legge elettorale (il Rosatelum bis, ndr) passa si sara' costretti a discutere i collegi uninominali", dice Sgarbi. 
A margine il senatore Paolo Naccarato (Gal), coordinatore politico nazionale di Rinascimento aggiunge: "Se la legge elettorale ci obbliga a fare coalizioni, nei collegi valuteremo sul momento con chi coalizzarci".
Il nome e' stato scelto, spiega Sgarbi, perche' nella necessita' di "liberarsi di un potere cieco" si fa riferimento "a un mondo in cui l'uomo e' protagonista, ed e' il Rinascimento italiano". 
Dobbiamo difendere "quello che e' il nostro petrolio", prosegue, la cultura e il patrimonio italiano, "in stato di abbandono criminale". La bellezza, auspica Sgarbi, "sara' difesa dallo Stato" e segnalando "l'idea cardine" e "riferimento costituzionale" del nascente partito annuncia l'intenzione di proporre "la mia riforma costituzionale" che prevede di "inserire la bellezza accanto al lavoro nell'articolo 1 della Costituzione". Non solo, il critico pensa anche a "un ministero del Tesoro dei Beni culturali sul quale investire quanto nella Difesa"

Intanto Rinascimento ha gia' il suo primo ddl, d'iniziativa Tremonti-Naccarato, il ddl 'Peppina' dal nome della pensionata sfrattata dalla sua piccola abitazione in legno a San Martino di Fiastra (Macerata) dove viveva dopo il terremoto perche' abusiva. 
Il testo, segnalano gli estensori, e' scritto in maniera comprensibile e in quattro striminzite righe dice solo che "per eccezione rispetto agli ordinari titoli edilizi" i prefabbricati per "la sopravvivenza delle popolazioni" delle aree terremotate "sono abitabili, non demolibili, non delocalizzabili" e pagano un eruo di imposta sostituiva l'anno. 
Il nascente partito e' anticipato da un libro che ha lo stesso nome del movimento, "ci sono politici come Renzi che diventano presidente del Consiglio poi scrivono un libro, noi facciamo l'opposto", aggiunge Giulio Tremonti che, memore delle polemiche del 2010 attorno a una sua dichiarazione aggiunge che nel volume "ho dovuto subire anche quella cosa che con la cultura non si mangia...". 
Oggi "siamo in una fase difficile da decifrare", prosegue Tremonti, quindi "ci concentriamo su 5 punti". 
  1. Il primo e' la cultura e si e' gia' detto,
  2.  il secondo e' "la rimozione del vincolo di autosottomisisone all'Europa" (pareggio bilancio, direttive come la Bolkestein, limiti al contante, trattato Ceta eccetera). 
  3. Poi c'e' l'abrogazione della "Lggi Bassanini" che "destrutturano e lottizzano lo Stato".
  4. Al quarto punto la "tregua legislativa" perche' "produciamo 12 km di leggi all'anno, il Codice appalti di Delrio da solo e' lungo 1,8 km ed e' cambiato 12 volte in 18 mesi": ecco perche' il 'ddl Peppina' e' cosi' breve e comprensibile. 
  5. Infine, "no allo Ius Soli" lanciando il "lasciamoli a casa loro con la detax" di un punto di Iva per le reti di volontariato da destinare all'Africa.
Su Lucca e la Lucchesia per avere informazioni Francesco Poggi e Francesco Colucci cell.3480533233





Il programma e la squadra di Rinascimento di Vittorio Sgarbi

Un articolo di Aldo Cazzullo pubblicato nei giorni scorsi su Corriere.it

Ha già la lista dei ministri. Presidente del Consiglio: sua sorella. Pare di vederlo, Vittorio Sgarbi, al Quirinale, tra i corazzieri, con la mano benedicente del capo dello Stato sulla spalla, che legge in favore di telecamere: a Palazzo Chigi, prima donna nella storia unitaria, Elisabetta Sgarbi. Alla Giustizia, la radicale Rita Bernardini. Agli Esteri un’altra donna: Samantha Cristoforetti. E invece un uomo, da definirsi, alle Pari opportunità. Alle Finanze, un finanziere: Francesco Micheli. Allo Sport, un altro tecnico inattaccabile: Gianluigi Buffon. Al Turismo, l’italiano più famoso al mondo: Andrea Bocelli (che è già molto impegnato, per cui Sgarbi pensa anche a Marisa Melpignano, proprietaria di una masseria di lusso in Puglia, che lo ospita volentieri). All’Istruzione, Geminello Alvi. All’Ambiente, Daniele Kihlgren, specializzato nel far rivivere gli antichi borghi. Al Commercio estero il miglior cuoco: Massimo Bottura. Alla Salute, la senatrice a vita Elena Cattaneo. Al Lavoro, l’imprenditore di Tecnogym Nerio Alessandri. Unico ministro uscente confermato: Marco Minniti agli Interni.
La squadra
Sgarbi annuncerà il governo ai giornalisti oggi, accanto al cofondatore del partito, che si chiama Rinascimento come il loro libro: Giulio Tremonti. Che sarà, va da sé, ministro del Bilancio e/o del nuovo dicastero in cui confluiranno il Tesoro e i Beni culturali (in alternativa Sgarbi vede Michele Ainis). Il programma è vasto: abolire le Regioni; puntare sui piccoli Comuni; dividere i grandi in comunità non superiori ai 200 mila abitanti; pensione a 65 anni per tutti, con possibilità di proroga a 75; «non costruire nulla prima che sia recuperato l’ultimo edificio storico in abbandono». Per lo Sviluppo economico il modello è Slow Food: pensare locale, agire globale; valorizzare le piccole patrie, la bellezza diffusa, i prodotti locali, le eccellenze periferiche.

Farinetti: «In ogni caso, gli starò vicino»
Diciamo la verità: in molti avevamo temuto che prima o poi Sgarbi sarebbe finito in galera. Perseguitato da centinaia di querele. Inseguito da almeno altrettanti mariti. Tenuto d’occhio dalla magistratura, di cui è fiero avversario dai tempi di Manipulite e Sgarbi quotidiani. Chiacchierato da colleghi e avversari (indimenticabile l’inno composto in suo onore, sulle note di Vecchio scarpone, da Roberto D’Agostino, con cui si scontrò fisicamente in tv: «Vecchio Sgarbone, quanti quadri hai rubato/ e quanti libri non si trovano più...»). Invece non soltanto è ancora a piede libero. È sopravvissuto a un mezzo infarto. Con D’Agostino ha fatto pace e lavorato a Sky Arte. Ed è stato sdoganato a sinistra, coccolato da RaiTre, pubblicato dalla casa editrice fondata da Umberto Eco (e diretta dalla sorella futura premier). Coerentemente, il governo Sgarbi apre alla gauche: Carlin Petrini alla Cultura e all’Agricoltura; il sindaco pd di Milano Beppe Sala ai Trasporti; Oscar Farinetti allo Sviluppo economico. Ma lei Farinetti non stava con Renzi? «Vorrei che il mio amico Vittorio continuasse a fare il mestiere in cui eccelle, il massimo divulgatore della bellezza italiana. In ogni caso, gli sarò vicino. Condivido pienamente la sua idea che il nostro Paese debba prendere la strada di un nuovo Rinascimento...».

Il ruolo di Tremonti
Non va sottovalutato neppure l’altro Revenant: Giulio Tremonti. Già premier ombra dei governi di centrodestra — Berlusconi badava alla politica estera e agli affari propri, Letta alle nomine, lui a quasi tutto il resto —, Tremonti orfano di Bossi non si ritrova nella Lega salviniana e porta le sue idee in Rinascimento. Tipo la riforma fiscale: esenzione totale fino a 12 mila euro, 15% fino a 36 mila, 25% fino a 500 mila, 30% fino a un milione, aliquota massima al 35. Qualcuno vedrà la sua impronta dietro massime immaginifiche tipo «sanità gratuita ma non per i malati immaginari», «riabilitare lo spettro della lira affiancandola all’euro e indicando il doppio prezzo dei prodotti», «riconoscere il merito e garantire i diritti, smascherare la finta meritocrazia, sostenere i senza merito e i bisognosi con un sussidio minimo garantito per non alimentare illusioni e false competizioni»; mentre la proposta di riaprire le case di tolleranza e andare a scuola alle 10 del mattino è quasi certamente di Sgarbi. Altri punti popolari: abolizione dell’autovelox, della patente a punti, dei limiti di velocità in autostrada. Inoltre — e questa è certamente di Sgarbi — «tutte le querele per diffamazione saranno risolte con multe non superiori ai cinquemila euro. “Capra” si potrà dire gratis».

Per lui la Difesa
Lunga la lista dei sostenitori, non si sa se convinti o semplicemente incapaci di dire no: Guido Roberto Vitale, Piergaetano Marchetti (che Sgarbi vorrebbe sottosegretario a Palazzo Chigi, anche se lui ancora non lo sa), Morgan, Odifreddi, Vissani, Alberoni, Abravanel, Cruciani della Zanzara, Luca Barbareschi, Buttafuoco. E ancora: Giancarlo Elia Valori, Guido Maria Brera, Giordano Bruno Guerri, Franco Maria Ricci. E le donne: Camilla Baresani, Caterina Balivo. Ma quale ministero terrà per sé il leader? Colpo di scena, se non di Stato: Sgarbi vuole la Difesa. Salvaguardia dell’unità nazionale? Piano di golpe sgarbista? Invasione della Libia e annessione dell’Albania? Restyling estetizzante delle divise?
Gli spazi

Eppure non c’è niente da ridere. Perché la disgregazione della politica, il discredito dei partiti, l’usura dei vecchi leader — e l’assetto proporzionale del voto — sono tali da aprire spazi. Le sorprese sono possibili; e una può essere Rinascimento. Tremonti, forse esagerando, è convinto che superare il 3% non sarà un problema. Del resto, nella campagna elettorale del 2013 esplose il fenomeno Oscar Giannino, che — poi ridimensionato dalla storia dei master fantasiosi — prese pur sempre 400 mila voti. E volete che Sgarbi vada peggio?




giovedì 14 settembre 2017

Rinascimento! Avanti tutta con Vittorio Sgarbi e Giulio Tremonti

Rinascimento Lucca era presente mercoledì alla presentazione del libro-manifesto Rinascimento di Vittorio Sgarbi e Giulio Tremonti alla Fondazione Corriere della Sera a Milano. Pubblico delle grandi occasione gremiva all’inverosimile la grande sala delle conferenze ma anche un'altra sala frettolosamente aperta con maxi schermo per dare possibilità di ascolto alle oltre 400 persone intervenute alla nascita ufficiale del nuovo Movimento Sgarbi-Tremonti che una indagine di mercato da già intorno al 4% in pochi giorni di vita e che Vittorio e Giulio pensano di poter attestare sopra il 15% nelle prossime elezioni politiche
Ha preso la parola anche il cantante Morgan, candidato di Rinascimento alle prossime elezioni siciliane insieme al candidato presidente Sgarbi, che i sondaggi di questi giorni danno ad un percentuale oltre il 5% a campagna elettorale non ancora iniziata.
A precisa domanda da me fatta a Sgarbi quando tornerà a Lucca ha risposto “prestissimo anche nei prossimi giorni” visto che Lucca è stata una delle città campione per testare l’interesse verso il nuovo Movimento Rinascimento, che non sarà un vero partito, con sezioni e organi pletorici ma che punterà ad un presenza molto partecipata sul web, un po’ come quella dei 5 stelle, ma senza quei criteri oligarchici, scarsamente democratici e di interesse privato di Grillo-Casaleggio.
Per avere un resoconto della presentazione di mercoledì 13 settembre a Milano pubblichiamo l’articolo uscito il 14 sul Corriere della Sera.

«Noi, illuminati in missione contro il Medioevo della Rete»
Sgarbi e Tremonti presentano il «manifesto» di Rinascimento: triplicheremo i voti di Scelta civica

A Milano Giulio Tremonti e Vittorio Sgarbi ieri all’incontro della
La bellezza salverà il mondo? Lo sosteneva un padre dell’Umanesimo come Leon Battista Alberti ed è un ideale che connota le pagine di Rinascimento, con la cultura (non) si mangia di Vittorio Sgarbi e Giulio Tremonti.
Il libro, presentato ieri sera alla Fondazione Corriere della Sera da Piergaetano Marchetti, è anche un meta-programma del movimento politico al quale il critico d’arte e l’ex ministro dell’Economia stanno dando vita. Un movimento stimato ieri, praticamente alla nascita, già intorno al 3,8% (società di ricerche GPF), ma con ambizioni, «avendo Tremonti quella di triplicare quanto fatto da Monti con Scelta civica», afferma Sgarbi.
Per gli autori, il Rinascimento è stato qualcosa di italiano e universale, che vale più che il globale di oggi. «Ora siamo precipitati nel Medioevo ipermoderno della Rete — dice Tremonti —: ma cosa c’è dietro? Come è nella missione degli illuminati, e come è tipico delle élite, si utilizza maxipotere per fare il bene dell’umanità, si considera un anno zero e si vuole dare al mondo un nuovo ordine». La presentazione di ieri ha chiarito le critiche che il movimento muove alla contemporaneità e ipotesi di lavoro. In Italia «va bene solo chi non fa nulla»; è un Paese dominato da una iperlegislazione (nel 2016 ben 12 chilometri di leggi sulla Gazzetta Ufficiale), che subisce le «Repubbliche digitali ree di aver sostituito la coscienza con il profilo Facebook», che subisce la globalizzazione e con un potere dello Stato destrutturato dalle leggi Bassanini.
Al grido di battaglia «Gli Uffizi valgono più della Volkswagen» (Sgarbi) il neo-movimento pare collocarsi in un’area liberale, di «sovranismo dolce» (Marchetti), popolare ma non populista. «Ci sono momenti, nella storia dei popoli, in cui si deve e si può interrompere la sottomissione per alzare la bandiera dell’orgoglio sovrano. Oggi siamo calpesti e derisi — ripete Tremonti — come quando Metternich definiva l’Italia solo una espressione geografica». Proposte? Detassazione, avvio di un referendum per rimuovere dalla Costituzione la clausola di sottomissione ai vincoli europei e notifica all’Ue della richiesta di «eccezione italiana».
Intanto Sgarbi, candidato in Sicilia, si sta muovendo su percentuali tra il 4,2 e il 5,7%. Tremonti lo fa andare avanti.




venerdì 8 settembre 2017

Il libro di Vittorio Sgarbi e Giulio Tremonti - il Capitolo sull'Europa

Pubblichiamo un capitolo del libro di Giulio Tremonti e Vittorio Sgarbi «Rinascimento. Le ali al folle volo», edito da Baldini & Castoldi, pag. 180, 17 euro. Si tratta del capitolo sull' Unione europea intitolato «Tre idee di Europa».
Si confrontano oggi tre diverse idee di Europa: quella di Ventotene, quella di Bruxelles e quella tradita: l' idea di Roma.
La prima idea di Europa e quella federalistadi Ventotene. Il Manifesto di Ventotene (1942), certo nobile, pur se iperbolico, era tutto basato sulla linea di divisione tracciata tra reazionari e progressisti. Questi, i progressisti, schierati contro gli Stati nazionali per realizzare il disegno federalista l' unico ritenuto capace di garantire la liberta, la democrazia e la giustizia, altrimenti minacciate proprio dalla permanenza degli Stati nazionali. La storia e la realta dei successivi decenni hanno tuttavia ed a lungo dimostrato il contrario. Almeno fino a che in Europa gli Stati nazionali hanno conservato le loro caratteristiche tradizionali, come contenitori e garanti di una vera e piena democrazia.
La seconda idea di Europa e quella di Bruxelles. L' Europa di Bruxelles, come si è qui sviluppata tra la fine degli anni '80 ed il principio degli anni '90, ha in realta ribaltato l' architettura di base che era stata disegnata nel Trattato di Roma. Quella di Roma era infatti una piramide, quella di Bruxelles è ancora una piramide, ma una piramide rovesciata: tutto sopra, quasi niente sotto! Per effetto di quale logica o di quale dinamica politica e stato operato questo ribaltamento, questo tradimento? Non e difficile comprenderlo.
Dopo la fine del comunismo (il pericolo esterno) ed al principio della globalizzazione (la nuova era che si apriva), l' Europa di Bruxelles, ruotando intorno al cosiddetto «Atto unico», ha infatti preso la forma innaturale di una piramide rovesciata e lo ha fatto usando per costruirla in progressione due tecniche, entrambe paracostituzionali. La tecnica dell' eccesso di potere. La tecnica del deficit di democrazia.
È così che il voto dei popoli è stato via via sostituito con il voto indiretto espresso dai Parlamenti, così che l' Europa di oggi non si basa su di una Costituzione votata dal popolo, ma su di un network di «Trattati Costituzionali», dove l' aggettivo è stato aggiunto al sostantivo, ma solo per tentare di nobilitarne il senso. Ed è stato proprio questo aggiramento che ha reso possibile l' attivazione di un meccanismo non propriamente democratico che, aspirandolo verso l' alto, ha via via destrutturato e sostituito tanto il potere dei governi quanto la volontà dei popoli.
Tutto ciò è stato fatto e continua ad essere fatto perché a Bruxelles si è aperto un doppio cantiere: un cantiere interno, un cantiere esterno.
A) cominciamo dal cantiere interno, dal lavoro fatto «Europa su Europa» e qui, per capire cosa è davvero successo, partiamo dalla forma, per arrivare alla sostanza. La forma è quella delle regole perché, nella storia, le regole marcano sempre tanto l' esistenza quanto l' esercizio del potere. Se no, perché si farebbero le regole, se non appunto perché si ha e si vuole esercitare il potere? Ebbene, nel solo 2015 la regolamentazione europea è stata lunga 151 chilometri lineari ed estesa su più di 30.000 pagine di Gazzetta Ufficiale Europea.
Regole su tutto e dappertutto. Prima, al principio del Mec, c' erano solo le regole che erano davvero necessarie per integrare il mercato comune. Ma poi, a partire dal brodo primordiale dell' agricoltura, sono state sviluppate regole che, pur restando nel campo economico, andavano palesemente oltre il necessario, come applicazione di un superiore grado di zelo armonizzatore. (...) Così tra l' altro in modo da spiazzare e discriminare regressivamente le minori attività economiche.Come è per esempio tipico ed evidente nel caso della nostra economia.
Infine, e soprattutto, regole che nella logica di una nuova ingegneria sociale varcavano il confine dell' economia, per entrare nella «vita degli altri». Da un lato rimuovendo il passato, i vecchi usi e costumi, ritenuti anche questi un ostacolo rispetto allo sviluppo del mercato. Dall' altro lato, dando forma e sostanza a quel più elevato tipo di standard di vita che, per l'«homo europeus», ideologicamente si aveva in mente a Bruxelles. In sintesi, un cantiere insieme di demolizione del passato e di costruzione in divenire della società futura, pensata come una «societas perfecta».
Naturalmente regole sempre «benevole», perché soprattutto le «elites» e le nuove oligarchie conoscono e vogliono il bene degli altri! E lo fanno integrando nei loro adorati standard una infinita serie di demenziali precetti. Ad esempio, se anche hai delle uova fresche, devi (dovresti) mangiare quelle del supermercato, perché queste sono più sicure per la tua salute. (...)
B) Il cantiere esterno, il cantiere del rapporto dell' Europa con il mondo «globale», che allora aveva inizio. (...) In realtà, Bruxelles ha mancato questo obiettivo. Da un lato non ha né compreso né gestito ciò che stava davvero arrivando: gli squilibri che la furia di una «globalizzazione" forzata sui metodi e nei tempi stava creando e portando in Europa. Dall' altro lato, per inerzia, ha seguitato imperterrita in una sempre più odiosa ed impopolare ed infine grottesca ossessione per i de minimis. Così che, in sintesi, Bruxelles non ha fatto quello che doveva fare, ma ha fatto quello che non doveva fare.
NUOVA NARRAZIONE
C' è una ipotesi scientifica sulla fine dei dinosauri. Questa sarebbe stata causata dalla caduta sulla terra di grandi asteroidi che avrebbero bruciato le grandi foreste e così distrutto le grandi specie vegetali, queste il nutrimento dei dinosauri, così causandone l' estinzione. Ebbene, (...) è certo che sull' Europadinosauro si sono fatalmente e serialmente abbattuti almeno 4 asteroidi. Negli ultimi 25 anni, un arco di tempo che in senso storico è brevissimo, (...) senza essere compresi o gestiti nella loro portata storica e nel loro sviluppo drammatico, si sono abbattuti da fuori sull' Europa o sono stati creati in Europa 4 fenomeni, ciascuno da solo capace di produrre effetti ad alta e spesso drammatica intensità, ma tutti insieme ed in sequenza, uno dopo l' altro, e comunque in combinazione, effetti di implosione o di esplosione.
FENOMENI INCONTROLLATI
a) l'«allargamento» ad est, che non solo ha esteso in orizzontale ed in verticale la struttura di Bruxelles, e così tanto sul piano geopolitico quanto sul piano istituzionale, ma ha anche e soprattutto trasformato il vecchio corpo economico del Mec in un corpus politico sperimentale e sui generis. Un esempio, per spiegarlo, dato che - si ripete - le regole sono un infallibile marker politico.
Chi, credendosi vero «europeista», sostiene che la Turchia deve entrare non solo nello spazio economico europeo, ma tout court anche nell' Unione europea (la «trattativa» è ancora in atto!) ignora in realtà proprio ciò che l' Unione è politicamente ormai diventata. Così che, se entrasse nell' Unione, la Turchia dovrebbe assoggettare il suo diritto interno, un tipo di diritto che risulta essere molto influenzato da principi religiosi, dovrebbe allinearlo, questo suo diritto, ai principi di diritto che oggi sono dettati delle Corti europee. Corti queste che dicono un tipo di diritto postmoderno per cui, fatta eccezione per il caso dell' incendio di Roma, ma per il resto con il suo eterogeneo set di valori, Nerone si troverebbe benissimo!
b) la globalizzazione: non è l' Europa che è entrata nella globalizzazione, ma la globalizzazione che è entrata in Europa, trovandola incantata ed impreparata e comunque bloccata dalle sue stesse regole, a competere con Stati senza regole o comunque con regole molto meno pesanti; c) l' euro: per la prima volta nella storia con l' euro ci sono Stati senza moneta e moneta senza Stati. Il fine dell' esperimento era politico, ma il mezzo usato per realizzarlo era economico: «federate i loro portafogli, federerete i loro cuori».
Oggi si può notare che non è andata proprio così! In ogni caso l' euro, è una moneta che si autodefinisce irreversibile, ma che è tenuta insieme dalla paura della sua fine, più che dalla fiducia nella sua funzione; d) la crisi, che non era prevista, essendo quello europeo un matrimonio contratto per Trattato, ma contratto come un matrimonio: solo per la buona sorte.
E le difficoltà emerse nella gestione della crisi, a partire dalla Grecia, lo provano.
In sintesi è successo che l' Europa ha rinunciato alla sua vecchia identità puntando sulla identità sbagliata. E tutto ciò è sempre più evidente nel voto e comunque nel sentimento dei popoli che ha via via eroso, sta erodendo, il terreno su cui è stata costruita la cattedrale «ideologica» della globalizzazione, il tempio di una nuova utopia di una nuova religione pagana che vedeva l' unificazione della Germania e l' unificazione delle monete, con l' avvio dell' euro, come l'«anno zero» dell' Europa: e) con la cancellazione del passato, delle tradizioni, degli usi, dei costumi, dei vecchi orizzonti mentali; f) con la produzione dell'«uomo nuovo», dentro la culla del nuovo materialismo consumistico. Un nuovo tipo antropologico: dentro il «mercato unico», l' uomo a «taglia unica» ed a «pensiero unico». Un tipo umano che, nello schema di una nuova ingegneria sociale, non solo consuma per esistere, ma esiste per consumare, e pensa come consuma e consuma come pensa. Una cattedrale certo non costruita solo in Europa, ma in perfetto parallelo, costruita anche negli Stati Uniti di America. Ma la cattedrale di una fede che dalle due parti dell' atlantico i popoli stanno abbandonando, per tornare alle origini, alle ricerca della loro persa identità.

di Giulio Tremonti e Vittorio Sgarbi

giovedì 7 settembre 2017

Giulio Tremonti affianca Vittorio Sgarbi in "Rinascimento"

Giulio Tremonti e Vittorio Sgarbi presentano un libro che hanno scritto insieme e che sarà il Manifesto del nuovo soggetto politico.
Il libro "Rinascimento"... con la Cultura (non) si mangia..... sarà presentato a Milano, alla Fondazione Corriere della Sera il 13 settembre 2017.
La notizia è su tutti i più importanti giornali nazionali ed esteri e qui riportiamo una parte di un commento scritto per Libero Quotidiano, da Luigi Bisignani, che svela alcuni passi del libro e del fermento che sta dietro a questo nuovo movimento.
Luigi Bisignani a LIBERO QUOTIDIANO: Attenti a quei due, Sgarbi e Tremonti tornano in politica
Sgarbi e Tremonti tornano per un nuovo Rinascimento
L’ex ministro e il critico pronti a lanciare un movimento politico: lo presentano il 13 settembre, con loro 150 nomi italiani e stranieri
Caro direttore, adesso è finalmente chiaro. Quei millennials, quei banchieri e quegli intellettuali che quest’estate si appassionavano parlando di Rinascimento non erano altrochè, in gran segreto,i primissimi testimonial di un nuovo progetto politico che sta prendendo corpo e il cui tema è quello di legare arte, religione e politica. La presentazione ufficiale è prevista per il 13 settembre in un luogo pieno di simbologie, tra cultura e potere: la Fondazione del Corriere della Sera. Come attori principali la coppia che non ti aspetti, Vittorio Sgarbi e Giulio Tremonti, il diavolo e l’acqua santa, che a quattro mani hanno scritto per Baldini & Castoldi, «Rinascimento», in uscita giovedì prossimo. E non potevano essere più chiari sin dalla prefazione. Il loro è un manifesto per uscire dal «medioevo digitale» in cui siamo precipitati,per arrivare ad ispirare un nuovo movimento che porti l’Italia ad un rinascimento 2.0, ad una politica colta, efficiente e raffinata dando «fisica sostanza al mondo delle idee», come negli affreschi di Piero della Francesca. E per una volta, almeno nelle intenzioni, questi due fuori classe del liberalismo mettono nero su bianco che «vogliono unire e non dividere»
Tutto ciò a condizione che si metta mano sul serio a economia, cultura e giustizia, temi che Sgarbi ha portato in giro per l' Italia con il suo spettacolo «Caravaggio», visto da migliaia di paganti di tutte le età che hanno dato a Naccarato lo spunto per mettere in rete, un universo e che, a differenza degli spettatori di Grillo, vogliono regole certe e ordine. A imprimere il sigillo sull' iniziativa, 150 personalità che ne saranno i garanti e firmeranno un manifesto. I nomi sono ancora top secret, ma si sa già che provengono dalle università, dalle professioni, non solo italiane, dall' Inghilterra, dalla Francia e dagli Stati Uniti.
Un progetto che, seppur con un forte appoggio internazionale, ammonisce che per restare saldamente in Europa non dobbiamo rinunciare ad essere italiani. La strana coppia finirà fagocitata dai soliti noti o correrà da sola a raccogliere giovani e «indignati»?

Ultim'ora: Elezioni Siciliane, Sono cominciate in queste ore in Sicilia le selezioni dei candidati per la formazione delle liste del movimento “Rinascimento”, fondato da Vittorio Sgarbi. Lo storico e critico d’arte, come annunciato nei giorni scorsi, alle regionali in Sicilia del prossimo 5 novembre sarà candidato alla carica di Governatore sostenuto dal“Mir”, i “Moderati in rivoluzione” di Giampiero Samorì, i cui responsabili nell’Isola sono Gaetano Fazio e Natale Consoli. 

A Lucca, "Rinascimento" è seguito da Francesco Poggi e Francesco Colucci 


mercoledì 6 settembre 2017

Raccolta differenziata avanti tutta...ma cassonetti o...porta a porta???

In margine alla prematura polemica sui cassonetti interrati di Piazza Santa Maria Nera, sono emerse alcune prese di posizione a favore della raccolta differenziata porta a porta in centro. “Rinascimento” non concorda: tornare ai sacchetti nelle vie del centro è assurdo, occorre andare avanti con i cassonetti interrati, se vogliamo salvaguardare il bello di Lucca. Meglio alcune decine di piccole bocche di carico qua e là che migliaia di sacchetti variopinti a giro per le vie e piazze di Lucca, alla mercé di cani, gatti e imbecilli giocherelloni.
“Rinascimento” si spinge oltre: per i Paesi e le frazioni del Comune, visto che i cittadini hanno ormai acquisita esperienza con la raccolta differenziata è da sperimentare un ritorno ai cassonetti, risparmiando milioni di euro a beneficio di un abbassamento delle tariffe. Adesso diamo i bidoncini numerati, invece potrebbero essere distribuiti sacchetti di diversi colori, con il numero di riconoscimento già assegnato ad ogni famiglia e il tesserino per aprire il cassonetto. Nei giorni stabiliti ci si reca a portare i sacchetti nei reintrodotti cassonetti di zona, divisi per colore e tipologia di rifiuto. Uguale procedura praticata in centro e con rispetto del bello. Grande semplificazione per il cittadino che va liberamente a gettare il sacchetto colorato e numerato nel cassonetto relativo. Risparmia lui sulla tariffa e Sistema Ambiente sul servizio, senza considerare che alla lunga, si tutela la salute del personale addetto, sottoposto ora ad un continuo e logorante saliscendi dai mezzi.

“Rinascimento” by francesco colucci




 https://rinascimentodilucca.blogspot.it/

martedì 29 agosto 2017

Di Simo, una offesa a Lucca!!

La bellezza di Lucca ha due gravi ferite: l’Antico Caffè Caselli-Di Simo e l’Antico Caffè delle Mura, due dei Caffè Storici più significativi in Italia. Due situazioni assai diverse ma da risolvere per il bello di Lucca, che Rinascimento sta cercando di risollevare con interventi, possibili e mirati. Il Caffè Di Simo, nella prestigiosa via Fillungo, considerato uno dei luoghi più interessanti della memoria della cultura lucchese, è chiuso da anni per un diatriba privata di cui nulla ci importa. Due i problemi: Cosa osta alla sua riapertura e perché nel frattempo è ridotto a ignobile latrina di sporcizia nel salotto buono di Lucca. Quest’ultimo punto, è il più facile da risolvere e il più inspiegabile: Possibile che nessuno transitando per via Fillungo, veda l’orrenda storica vetrina, sfondata, annerita dal sudicio e dalla polvere? Che nessuno veda e provveda al cumolo di sporcizia accatastato in bella vista fra serranda e porta e all’interno dello storico negozio? O non veda, alzando gli occhi, i vetri e le persiane sfondate al primo piano, che rischiano di cadere in testa ai passanti? Cosa suggerisce Rinascimento? Una ordinanza del Sindaco che ingiunga a proprietari e gestori, di pulire e sistemare immediatamente tutto ciò che deturpa l’esterno dello storico caffè e ferisce il decoro di via Fillungo. Mancata riapertura: verificato il perdurare di questa inaccettabile situazione, il Comune potrebbe valutare la possibilità di chiedere allo Stato, ai sensi dell’art. 95, D. Leg.vo 22 gennaio 2004, n. 42, l’espropriazione del Caffè, per impedire l’ulteriore degrado del bene culturale, garantirne la messa in sicurezza e un utilizzo unicamente culturale, destinandolo alla Fondazione Puccini.

Rinascimento Lucca by francesco colucci




venerdì 25 agosto 2017

Acquedotto del Nottolini: Avanti a piccoli passi, con ottimismo.


Dopo due anni di segnalazioni e articoli sulla stampa, il Consorzio di Bonifica è intervenuto tagliando i pioppi che ostruivano la fossa demaniale lungo l’Acquedotto del Nottolini, a San Concordio: pioppi che, con le grandi chiome appoggiate alle volte del Monumento, ne minacciava la stabilità. Un ottimo lavoro che il Consorzio proseguirà escavando la fossa anche sotto l’autostrada per andare a collegarsi con l’ Ozzeretto, impedendo i possibili allagamenti già avvenuti in passato. Quasi risolto questo problema, “Rinascimento Lucca” proseguendo la strada di stimolare la realizzazione di opere “minori” a basso costo, ma che incidono fortemente sulla bellezza di Lucca, suggerisce ora un mini intervento su “Tempietto”. Aggredito da visitatori pericolosi: La recinzione metallica è stata in un punto divelta, la cancellata originale aperta, la porta sfondata, alberi ed erbacce assediano il Monumento, da cui si accede sia al percorso aereo (ove persone sono state viste fare gli equilibristi) che al Baluardo San Colombano, con un tunnel percorribile. Crediamo che un intervento di ripristino della rete di protezione e delle aperture originali forzate, sia di modesto costo, così come ripulire l’area dal verde e dai rifiuti. Sarebbe opportuno controllare i ponteggi messi in passato a prevenzione di eventuali crolli e togliere l’orrenda ed inutile rete di plastica arancione. Questo piccolo intervento garantirebbe la sicurezza del Monumento e lo renderebbe più gradevole alla vista dei Turisti, in attesa che la Fondazione CRLucca si ricordi di onorare il grande architetto e ingegnere lucchese, con il restauro complessivo del Monumento.

Rinascimento Lucca by francesco colucci




https://rinascimentodilucca.blogspot.it/


martedì 22 agosto 2017

Salvaguardiamo il bello di Lucca

I dati positivi delle presenze turistiche a Lucca non possono che rallegrare perché porteranno sollievo all’economia lucchese e al mercato del lavoro..
Questi maggiori flussi turistici accentueranno alcuni problemi di degrado della città. Crediamo come “Rinascimento” che qualcosa andrebbe fatto perché Lucca non corra questi rischi e sia  sempre più bella e accogliente, puntando alla collaborazione con le strutture turistiche e i loro clienti. Si tratta di far capire che preservare la bellezza della nostra città è interesse comune e per farlo è necessario seguire alcune regole. La prima cosa è informare i nostri visitatori su alcune, poche, regole che tutti dovrebbero seguire, per il mantenimento del bello a Lucca: una mini guida in più lingue, fatta distribuire dall’ufficio info, dalle varie strutture ricettive, dai ristoranti, dalle guide.
Vi potrebbe essere scritto, per esempio, che è vietato andare il giro per città in costume da bagno, in canotta, in ciabatte di plastica. Che non si può mangiare o dormire per terra e sugli scalini delle Chiese e dei Monumenti. Per chi ha necessità di mangiare qualcosa al sacco vi sarà allegata anche una mini cartina ove trovare, sulle Mura o nei Giardini pubblici, tavolini e cestini. Si potrebbero utilizzare alcuni pensionati, come una volta si faceva per l’uscita delle scuole, per parlare cortesemente ai turisti che bivaccano in terra per informarli che non è possibile farlo. Gli esercenti che vendono bevande e cibi da asporto dovrebbero avere cestini esterni, ampi e pubblicizzati e consegnare al cliente una stampa che inviti a gettare carte e contenitori nei cestini. Crediamo che creare qualche semplice regola, da far osservare con l’informazione e il dialogo, oltre a portarci ad avere una città più curata, porterebbe a Lucca una grande pubblicità in positivo sul mercato del turismo internazionale, che si ripercuoterebbe in aumenti di presenze. I primi a cui non piace vivere i meravigliosi centri storici italiani nel degrado, sono i turisti e sapere che a Lucca vi è un controllo e una salvaguardia per curare il bello della città, potrebbe anche molti consensi.

Rinascimento Lucca by francesco colucci




sabato 19 agosto 2017

Un Mercato tira l'altro...


 A Lucca, ogni tanto torna alla ribalta il Mercato ambulante. “Rinascimento Lucca”, passionisti del bello con Vittorio Sgarbi, prova a valutare questo problema nel suo complesso, senza le solite strumentalizzazioni post elettorali.
Il Mercato ambulante è molto cresciuto i questi ultimi anni anche a causa della crisi economica: più clienti per i prezzi abbordabili, più ambulanti come nuova occasione di lavoro. In via dei Bacchettoni era debordante, di qui la necessità di spostarlo fuori dalle mura. Alle Tagliate o in altro posto: in centro non può più stare, sia per la dimensione che per la presenza di troppi banchi di cineserie, non in linea con il centro-storico che Lucca merita. Nessuna gogna razzista o classista, un Mercato come l’attuale, di dimensioni immense, per tutte le tasche, deve rimanere ed essere tutelato, ma senza violentare il nostro pregevole centro storico con decine e decine di furgonati di pannuccia cinese, ogni mercoledì e sabato. Bene questo mercato ambulante: ma fuori dalle Mura, dove è anche più facile arrivare e parcheggiare.
Diverso il discorso su altri mercati da aggiungere a questo tradizionale, che, in vero, di tradizionale non ha più nulla: è cosa molto diversa dal passato, per la globalizzazione commerciale. A Lucca vanno lanciati nuovi piccoli mercati che diano valore aggiunto al nostro centro, che siano eventi di accoglienza per il turista e di occasione di venire “in città”, per lucchesi e non. Abbiamo esempi illustri: dal Mercato di Cours Saleya nell’antico centro storico di Nizza, al Mercato della domenica di Forte dei Marmi: Mercati di qualità, di grande interesse, che sono occasione di incontri e commercio che valorizzano i centri storici che li ospitano. Nuovi Mercati per il centro ma anche per i paesi e le frazioni, rispettando vivibilità, decoro e il “garbo” mai da dimenticare, da chi vuole bene a Lucca, alla sua bellezza, al suo sviluppo.

by francesco colucci


sabato 29 luglio 2017

Un vile atto di intimidazione a sfondo razzista è stato compiuto contro Fabio Biondi, che era uno dei candidati della lista “Rinascimento sia” alle recenti elezioni a Lucca.
Vittorio Sgarbi e Rinascimento Lucca esprimono piena e sentita solidarietà all’amico Fabio, così vilmente minacciato.
Qualcuno si chiede ancora come mai la Lista Rinascimento abbia scelto, al ballottaggio, di schierarsi a sostegno del candidato del centro-sinistra, la risposta sta anche in questo: mai avremmo potuto sostenere un candidato e una coalizione condizionata dalla strategia “ruspista” della Lega Nord, nei confronti dell’accoglienza ai migranti.

Rinascimento Lucca 


lunedì 24 luglio 2017

Lucca: Cultura, Turismo e Sport

 E’ partita la nuova amministrazione Tambellini, un piccolo contributo è stato dato dalla coraggiosa scelta di Rinascimento e di Vittorio Sgarbi, contributo che continuerà, umile e sincero, per aiutare il nuovo Assessore alla Cultura, Turismo e Sport, che è un tecnico puro, ad affrontare le problematiche importanti ed urgenti di questi settori..  
Al di la delle cose da fare, su cui cercheremo man mano di portare il nostro mattoncino, emerge con forza la “madre di tutte le battaglie”: i finanziamenti necessari.
Non sono più i tempi in cui in questi settori si potevano investire risorse pubbliche cospicue. Altre emergenze stanno di fronte al Comune, anche se gli investimenti in Cultura e Turismo generano ricchezze e lavoro. Il Turismo ha entrate legate a una Tassa di scopo e alla sosta dei Bus turistici, ambedue necessitano di una oculata valutazione e forse di qualche correzione, ma una forte ed innovativa politica culturale e turistica non può contare più di tanto su queste risorse.
Occorre affrontare con coraggio e serietà il tema delle sponsorizzazioni, private e pubbliche, fonti economiche indispensabili per un rilancio di questi settori.
E’ un tema delicato, che ha visto in questi ultimi anni, importanti scelte legislative, che occorre ponderare, con esempi di successo a Roma e Pompei,  ma anche in tante città italiane, con eventi artistici di grande valore e di grande promozione.
Le leggi ci sono, l’Assessore ha competenze specifiche, occorre riflettere e scegliere la via migliore, con prudenza, ma con la consapevolezza che è l’unica per un rilancio decisivo di questi settori, per ridare a Lucca il ruolo internazionale che merita.

Francesco colucci x Rinascimento Lucca.


venerdì 14 luglio 2017

Vittorio Sgarbi: avanti con Rinascimento

Nel pur breve incontro di ieri sera a Pietrasanta con Vittorio Sgarbi è stata confermata la linea politica di Rinascimento a Lucca, a sostegno del Sindaco Tambellini e della maggioranza consiliare stretta intorno al PD.
Rinascimento darà una collaborazione fattiva al Sindaco e alla nuova Giunta comunale ed in particolare al nuovo Assessore alla Cultura, Turismo e Sport.
L’aver raggruppato Cultura e Turismo è una scelta positiva e coraggiosa che va nella strada di legare sempre più Lucca a un turismo di maggiore qualità e più residenziale.
Vittorio Sgarbi ha confermato che Rinascimento si presenterà anche a Lucca alle prossime elezioni politiche e, se vi saranno a quelle Regionali.




venerdì 7 luglio 2017

Una stizzosa vedova inconsolabile.....

Aldo Grandi proprietario-direttore-attore- di una sua personale gazzetta, al servizio delle sue personalissime idee e anche altre, mi attacca, a volte su come metto le virgole, questa volta sulla mia coerenza sul giudizio di Tambellini, di cui sono stato nel passato molto critico e invece nel presente ho votato al ballottaggio e fatto votare, dalla nostra lista Rinascimento di Vittorio Sgarbi..
Le motivazioni di questo attacco? Semplice: due sono i soggetti letteralmente impazziti dopo questa tornata elettorale: Santini e Grandi. Per il primo nessuna sorpresa si sapeva che non era all’altezza di fare il Sindaco e come ha reagito alla sconfitta da ragione ha chi lo pensava. Ma Grandi perché fa la stizzosa vedova inconsolabile? Cosa ha perso in questa elezione? Lo dica o se ne faccia una ragione.
Voglio rispondere alle sue esternazioni: è vero, per chi come me ha portato avanti per più di cinque lustri il turismo a Lucca, gli atteggiamenti della giunta uscente sono sembrati spesso non confacenti a quanto andava fatto e con la consueta trasparenza l’ho denunciato pubblicamente, più volte. Confermo tutto.
Per questo la nostra lista “Rinascimento sia” ha portato avanti con altri una candidatura a Sindaco alternativa a Tambellini e Santini: ci siamo battuti per le nostre idee e i nostri programmi, ma non ce l’abbiamo fatta ad andare al ballottaggio.
Fare la lista con l’amico Francesco Poggi non è stato facile e la mia presenza in lista è stata per fare numero, se no avrei fatto il capolista e il mio lavoro è stato sempre e solo per il successo della Lista e del nostro candidato Sindaco, che era il nostro obiettivo. Fare una Lista civica all’ultimo momento, senza finanziamenti, è molto impegnativo e difficile, ma i risultati per Rinascimento sono stati soddisfacenti.
Il popolo lucchese ha scelto per il ballottaggio Tambellini e Santini e fra loro che, per legge, dovevamo scegliere chi votare o non votare, che non fa parte del mio credo.
Ho sempre affermato in questi ultimi otto mesi che solo un candidato autorevole moderato, di centro, avrebbe potuto battere, anche al primo turno Tambellini, ma la protervia, l’ambizione sfrenata, la presunzione di Remo Santini, ha impedito con la sua scelta scellerata a candidarsi in grande anticipo, che il disegno di una autorevole candidatura moderata potesse andare avanti e il Grandi ci ha messo molto di suo con attacchi personali e vergognosi al Presidente emerito del Senato Marcello Pera che stava tessendo con pazienza il disegno moderato con noi.
Con Tambellini abbiamo aperto un discorso proprio sul turismo, la cultura, il commercio, il bello, che sono i temi che da sempre ci stanno a cuore, in linea con le posizione del nostro movimento e del suo  riferimento, Vittorio Sgarbi.
Credo che Tambellini, persona intelligente, abbia capito che una parte importante della città ha scelto di non votare o votargli contro perché Lucca è citta d’arte di turismo e di commercio e che questi temi non possono non essere al centro della vita amministrativa del Comune, insieme certo ad altri.
Per cui abbiamo ritenuto utile alla città assumere come Rinascimento, in un momento estremamente difficile, dove tutti pensavano e dicevano che avrebbe vinto Santini, di schierarci pubblicamente con Tambellini, nella certezza di poter recitare un qualche ruolo nel riportare al centro dell’attenzione amministrativa i temi che ci stanno a cuore. L’abbiamo indovinata? Non lo so. Spero di si,  ma questa scommessa politica, andava fatta  perché l’unica nell’interesse della città di Lucca.
In politica occorre a volte rischiare e noi l’abbiamo fatto, senza se e senza ma.
Ho sempre fatto politica nel socialismo riformista di Craxi e Pertini, che mi hanno sempre insegnato che l’interesse primario di un uomo politico deve essere la comunità che vuoi amministrare e non le questioni personali o le ideologie preconcette.
Mai farsi distrarre da impuntature del passato, ma usare sempre intelligenza, duttilità e riformismo per raggiungere la parte possibile degli obiettivi che vuoi realizzare per la tua comunità, senza curarti delle tue simpatie o antipatie.
In questo ballottaggio due erano i nostri obiettivi: il primo aiutare a ridare centralità ad una politica culturale e del turismo a Lucca, il secondo evitare al nostro Comune un Sindaco inadeguato.
Il primo obiettivo è ora nella mani di Tambellini e del PD, il secondo, l’abbiamo raggiunto e i fatti recenti dimostrano a tutti che avevamo ragione.


Francesco colucci 


Rinascimento Lucca: la nuova Giunta Tambellini

Rinascimento Lucca apprezza la nuova Giunta Tambellini in particolar modo l’inserimento di un tecnico all’assessorato della cultura, turismo e sport.

Rinascimento prende atto con piacere del ringraziamento che il Sindaco Tambellini ha dato per la posizione politica assunta dalla Lista “Rinascimento sia” al ballottaggio e per la disponibilità data a nuovi rapporti di collaborazione con la sua nuova giunta.

Rinascimento, il movimento di Vittorio Sgarbi, si impegnerà a portare il contributo delle sue idee e delle sue proposte a sostegno della maggioranza comunale e della Giunta, ma anche per un rapporto nuovo e positivo con il PD, sottoposto in questi giorni ad assalti virulenti da chi non si rassegna alla sconfitta.


Nei prossimi mesi, sulla Cultura e il Turismo si giocheranno aspetti essenziali dello sviluppo economico e sociale di Lucca e il contributo di Rinascimento sarà leale e costruttivo nell’interesse esclusivo della società lucchese. 


sabato 1 luglio 2017

Le quattro facce di bronzo di Remo Santini

Prima: ha un rapporto di anni di amicizia anche e non solo con Remaschi ma appena riceve una sua telefonata, brevissima tra l’altro, la registra. 
Come fa? Visto i pochi secondi della conversazione? 
Vuol dire che è attrezzato e lo fa con tutti coloro che gli telefonano. Abbiamo un “registratore” seriale. 
Devo cancellare il numero, chiamarlo è un rischio mortale, per tutti. Chissà quante telefonate ha registrato prima, durante e dopo la campagna elettorale. 
Chi lo ha chiamato non dormirà sonni tranquilli! 

Secondo: Registrata la telefonata che giudica “infamante a posteriori”, non la denuncia pubblicamente immediatamente, ma la tiene in serbo, perché può sempre servire. Se vinceva col cavolo che la faceva sentire!!  

Terzo: Dopo aver perso le elezioni annuncia queste notizie, a rate. 
Perché a rate? Perché in più giorni? 
Prima dice solo che è stato contatto. Poi annuncia che ha le prove, registrazioni e testimoni. Successivamente informa che farà sentire alla stampa le registrazioni. 
Perché questi tempi morti, giorni, fra una notizia e l’altra?

Quarto: Un comportamento così dilazionato nel tempo, con annunci successivi fa pensare male, a metodi poco trasparenti, che sembrano rasentare il codice penale.
Dico oggi un piccola cosa e ne annuncio altre più succose fra giorni….nel frattempo…….

Conclusioni: Con “Rinascimento” abbiamo scelto, in tempi difficili, di appoggiare al ballottaggio, Tambellini e devo testimoniare che Marco Remaschi è più volte intervenuto, in nome della nostra vecchia amicizia, perché facessimo questa scelta, a favore di Tambellini, facendoci rompere anche l’unità delle nostre liste, vista che l’altra, la seconda, ha scelto ufficialmente di non schierarsi per poi di fatto votare in parte Santini e in parte Tambellini.
Se Tambellini non l’avesse spuntata ci saremmo trovati un Sindaco che oltre non essere all’altezza del suo compito, avrebbe probabilmente fatto spendere al Comune un sacco di soldi per allestire un sofisticato impianto di registrazione per telefonate e incontri che avrebbe fatto da Sindaco!

Francesco Colucci – Rinascimento Lucca